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Scenari a Sant'arcangelo 40

the end 1

 

Memorie di Babilonia



E’ il 28 giugno in Calabria fa ancora freddo ed anche il clima umano è incerto, nessuno sa cosa fare, scuola finita, l’estate non arriva, a chi venderemo i nostri souvenir? Il mare è sporco o pulito?…
Io sto attraversando l’Italia in volo direzione Emilia-Romagna, poggio il primo piede a terra nella città di Bologna. Mi sento uno strano viaggiatore nel tempo che indossa una felpa con cappuccio, qui fa caldo ed un popolo operoso semi-vestito si muove con determinazione in tutte le direzioni, c’è vita, eppure io sto per prendere parte ad uno spettacolo sulla morte.
This is the End my only  friend  the end esattamente come cantava il re lucertola, leader dei Doors è anche il titolo della prima dello spettacolo  che i Babilonia  teatri presenteranno alla quarantesima edizione del Festival di  Santarcangelo, ed io sarò lì a parlare della fine. Mi hanno scelta tramite un bando su youtube e poi tramite un provino diretto, unica calabrese insieme ad altri nove attori provenienti da tutta Italia ai quali è capitata la stessa stimolante sorte.
Ci siamo, lo spazio di lavoro e di messa in scena è una vecchia corderia in paese, abbandonata, immensa, con il pavimento in cemento e intonaco in caduta libera. Le colonne portanti sono testimoni silenti di una fauna nascosta, prosperosa che vive ormai il luogo: piccioni, topi, zanzare ed ora noi che infanghiamo le nostre scarpe da tennis facendo training.
Si inizia in maniera molto intensa,  come con il ritmo veloce di ogni spettacolo dei Babilonia si susseguono le nostre giornate fatte di conoscenza, di confronti, esercitazioni, scrittura. L’eterogeneità del gruppo è sorprendente, ragazzi del nord, del sud, del centro, diverse concezioni della morte, diverse esperienze di vita. Nel corso dei giorni vengono fuori differenze sostanziali perché a quanto pare la globalizzazione non interessa i riti funebri e il modo di vivere i lutti  in quanto i racconti di chi vive “su” sono incentrati sulla “rimozione”: “ ..ricordo che mi nascosero la morte della nonna”; “ Da noi i morti non si lasciano in casa, si portano subito nelle camere ardenti”;  “ Non ho mai visto una persona morta, com’è? È fredda?”. Noi “meridionali ” invece sguazziamo nel lutto: “Mia mamma da piccolo, mi portava a visitare le persone morte, poi mi diceva dagli un bacio, bacia la morta”, “ Non si può scherzare, guardare la tv per giorni, se muore una persona cara”, “ Mio padre a diciotto anni mi propose di iscrivermi al circolo operai….per assicurarmi una degna sepoltura”.
Tutti questi racconti confluiscono nella performance, diventano un rap urlato, a tratti rabbioso che viene rimodellato e trasformato ogni giorno. Finisce in scena anche qualcosa scritto dalla mia penna come “la brutta fine di Lady Oscar la voglio fare anch’io” ed un’altra serie di fantasie mortuarie che mi avevano stimolato i cartoni animati giapponesi che guardavo da piccola nella metà degli anni ottanta.
Tutto è fango e creazione, siamo li nella vecchia corderia a ballare un insolito alligalli sulle note  di Ciao amore ciao di Luigi Tenco e ci muoviamo come se morte non ci sfiorasse, come se tutto dovesse durare per anni, forse è colpa di questo festival  che dura da quarant’anni, sembra ci sia sempre stato e sempre ci sarà,
Negli ultimi giorni arriva graziella, un allegro maiale morto, diviso in due metà modello macelleria, verrà fatto cascare dall’altro alla fine del boia, una sorta  di preghiera contro la morte lenta che recitiamo in coro a metà spettacolo.
C’è sgomento per l’arrivo di questo cadavere rosa, averlo con noi ci ha turbato, eppure a mensa gustiamo deliziose costolette di suino ed altri insaccati romagnoli.
Ci attendono sei repliche, due doppie per tre sere dal 9 all’11 luglio, è dura, c’è il caldo, c’è la polvere che respiriamo, le corse ed un’intera canzone dei Nirvana da ballare. Tra i ragazzi c’è  un continuo scambio di pillole antibiotiche e antidolorifici, ma come guerrieri ci sentiamo immortali.
Andare in scena alla babilonia maniera, necessita di tantissima concentrazione, le parole urlate in coro le associazioni bizzarre sono tutti pezzi di un ingranaggio corale che esige perfezione. Non è semplice, c’è molta attesa per questo lavoro ed il pubblico prova a rubare immagini con macchine fotografiche e videofonini, le loro lucine negli occhi quando si è immobili sono fastidiosissime.
Gli applausi arrivano sempre, rumorosi, lunghi e noi sporchi di sangue di maiale e sudati li accogliamo, ci liberiamo, ritorniamo noi, viviamo il resto delle ore. Eppure si avvicina la fine, non ci abbiamo mai pensato, abbiamo rimosso, ma la sesta replica corrisponde con il termine, crollerà pure la corderia che il comune ha deciso di abbattere alla fine del festival.
E’ stata la fine di un esperienza indimenticabile, una sorta di riappacificazione con la signora dark, un’accettazione delle nostre contraddizioni, la scoperta di compagni indimenticabili per empatia. Fine dell’ultima replica succhio un po’ di vita dai miei prediletti Anna, Alessio, Giuseppe, ringrazio Enrico e Valeria babiloniche menti e scappo via, domani devo presenziare ad un matrimonio in Puglia.

 

Maria Teresa Guzzo, Scenari Visibili.

 

Blob-short lab

RI CRII anno 7 fu-fu-futuries
Lamezia Terme 1-2 dicembre 2009
shortlab gratuito con i Babilonia Teatri.
orario 15-19 Teatro Umberto, Piazza S.Domenico.
Blob
fotografia mossa di un tempo di mezzo
fotografare condensare e fagocitare il reale
lavorare sull'accumulo di parole e sulla sottrazione dei gesti

il lavoro vedrà al centro... la figura dell'attore.
il suo corpo nello spazio in relazione ad altri corpi.
l'ascolto.
la coralità.
parlare stare muoversi insieme ad altri.
si andrà contro l'interpretazione. il coro come medium per riportare voci e pensieri.
il lavoro sul singolo andrà nella stessa direzione.
l'attore senza il personaggio.
la parola senza l'interpretazione.
le immagini come fotografie.

Il laboratorio sarà centrato sulla ricerca di una comunicazione che si fondi sulla neutralità dell'attore. Sulla costruzione di testi che permettano una recitazione che rinunci all'interpretazione. Per farsi specchio di ciò che ci circonda senza dare una chiave di lettura univoca delle parole e dei contenuti che vengono proposti a chi ascolta, ma lasciando allo spettatore il compito di decodificare il materiale che viene mostrato.
Il lavoro si interrogherà sulle possibilità e sui modi con cui l'attore può farsi mezzo per fotografare la realtà.

laboratorio teatrale rivolto ad attori di qualsiasi livello.

Babilonia Teatri E' stata fondata da Valeria Raimondi e Enrico Castellani.


Da un progetto del 2005 sulla guerra in Iraq intitolato Cabaret Babilonia è nato il nome della compagnia: Babilonia Teatri.Il primo spettacolo, Panopticon Frankenstein, è il risultato del lavoro svolto all'interno del carcere di Montorio. Lo spettacolo nel 2006 è finalista della prima edizione del Premio Scenario Infanzia e nel 2007 è vincitore di Piattaforma Veneto di Operaestate Festival Veneto. Sempre nel 2007 la compagnia debutta con Underwork-spettacolo precario per tre attori tre vasche da bagno tre galline e vince l'undicesima edizione del Premio Scenario con made in italy.

Per un teatro pop. Per un teatro rock. Per un teatro punk.

3 dicembre Babilonia Teatri PORNOBBOY ore 21 Teatro Umberto

Info e Prenotazioni: Scenari Visibili Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. 392-8249508. 
   

Maratona Teatrale

15 LUGLIO 2009
LA LUNGA MARCIA DELLA MEMORIA 2009

di nuovo in cammino alla ricerca delle storie dimenticate
l'evento promosso dalla associazione daSud che unisce arte, cultura ed approfondimenti comtro le mafie e per i diritti
STRADE E PIAZZE ANTIMAFIA
alle 12 in contemporanea in tutta Italia, singoli e comitati, gruppi ed associazioni si daranno appuntamento con daSud e l'archivio stopndrangheta.it, per riscrivere la toponomastica delle nostre città, strade, piazze, scuole saranno simbolicamente dedicate alle vittime innocenti della criminalità organizzata.
TERZA TAPPA  MARATONA TEATRALE
Reggio Calabria ore 21, Pineta Zerbi (museo dello strumento musicale) lungomare, maratona teatrale con incursioni musicali sui temi dei diritti
nascita di uno spettacolo denso di linguaggi
hanno aderito: Peppe Voltarelli, Peppino Mazzotta,  Dario De Luca, Scenari Visibili,
Gaetano Tramontana, Ernesto Orrico, Maria Marino, Rachele Ammendola, Massimo Barilla..



   

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DRAMMATURGIE IN SCENA
Residenze d’autore presso Primavera dei Teatri 2009, Castrovillari

dal 30 Maggio al 5 Giugno.


Mimmo Borrelli Gianfranco Berardi Sara Sole Notarbartolo

SCENARI VISIBILI incontra Mimmo Borrelli.

RESIDENZE D’AUTORE
Attraverso le residenze d’autore, il progetto intende creare nuove opportunità ad artisti dell’ultima generazione che rivestono il triplice ruolo di autore / regista / attore, stimolando e sostenendo la produzione delle loro opere future.
Le figure individuate come destinatarie delle residenze sono quelle di giovani autori che nel loro percorso creativo vanno oltre la semplice stesura di un testo, e che grazie alle loro capacità attoriali e/o registiche saltano i freni e i sospetti del farraginoso sistema teatrale italiano, in special modo per quanto riguarda la nuova drammaturgia.
Con l’inserimento delle tre residenze creative all’interno del festival Primavera dei Teatri si intendono stimolare e arricchire i loro percorsi di ricerca ponendoli in confronto con le altre esperienze del festival.

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