RICRII 16 NUOVE PAROLE

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La curiosità è un prerequisito per qualsiasi elaborazione del pensiero (Amos Oz)

Credo che la sedicesima edizione di RiCrii rappresenti, in un certo senso, una svolta, la nascita di una nuova ansa del fiume. In effetti pare che le tante sfumature della contemporaneità si siano date appuntamento in questo cartellone: si comincia con  Masculu e Fiammina, con in scena Saverio La Ruina (candidato per questo lavoro al Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2017) che ancora una volta, all’interno di una precisa prova linguistica che estrae dal dialetto calabrese musicalità e ipnosi, traccia un misurato ritratto umano di “un masculo a cui piacciono i masculi”, e tutto senza giudizi, senza animosità, senza retorica, un vero monologo intimo molto apprezzato da critica e pubblico. In Hades, di Luana Rossetti (ancora una volta a RiCrii la danza d’autore), troviamo invece una donna che affronta il suo sé interiore in un confronto autentico, nelle sue dinamiche e nei suoi gesti, in cu i si ritrovano gli archetipi tribali della società di oggi, la stessa società “che ferisce l`indigenza e la femminilità per tradizione e merce di scambio”, tra condanne e confessioni, tra estasi e silenzio …il corpo non dimentica mai. La Lotta al Terrore, di Capotrave/Kilowatt Festival di Sansepolcro, è invece una semplice (semplice?) messa in scena di una imprevista riunione di unità operativa che deve affrontare, da una sala riunioni comunale, l’attacco terroristico in corso presso un vicino centro commerciale. Uuno spettacolo che parla di paure, tolleranza ed intolleranza, ingredienti essenziali del vivere di questi giorni, il tutto sospeso tra dramma e comicità. Il 45 Giri di Astorri Tintinelli sono in realtà due studi (divenuti nel frattempo spettacoli), offerti senza soluzione di continuità, come le due facciate di un piccolo vinile dedicato al Paese e all’Arte della Scena. I due, per la prima volta in Calabria, nella side A chiedono più Potere all’Immaginazione (cit. Marcuse), partendo dai risultati di una loro ricerca sul campo, anzi sul camper, che dimostra come in Italia si sia smesso di sognare, di creare nuovi immaginari (sic!), mentre nella side B il quesito è: Il destino dell’arte è ancora quello di cambiare la vita ? Non dovrebbe far rimpiangere una bellezza perduta per poterla poi rivendicare nella vita di tutti i giorni? Interrogativi espressi tramite Follìar, che investono l’arte dell’attore e la sua necessità in questo tempo di tempeste e di confusione, esuli da se stessi avrebbe detto il poeta Felice Mastroianni, come Lear e il suo Fool, girovaghi in un regno senza più centro. “Chi non si esercita non è niente” concludono i due. Appuntamento imperdibile, in doppia replica. Icaro Caduto, ospite della recente edizione di Primavera dei Teatri, si occupa del rapporto padre-figlio, o meglio figlio-padre, Icaro appunto, che pare faccia un dispetto a Dedalo per poter finalmente esprimere se stesso. La storia si distacca dal mito, tant’è che Icaro viene accolto da una famiglia… verrebbe voglia di raccontarla tutta ‘sta storia, scritta da Gaetano Colella mescolando diversi linguaggi, la lingua pugliese e la lingua pulita in endecasillabi, un Icaro umano, alla ricerca di qualcosa, in doppia replica offerta ai tanti giovani di rientro per le festività natalizie. Chiude questa edizione di RiCrii H2io, ultima creazione di Scenari Visibili che ha dedicato a questo lavoro un lungo periodo di ricerca intorno ad una drammaturgia collettiva. H2io è uno specchio di più generazioni, è un cammino inverso di chi, come tanti, cerca di guardarsi intorno, per comprendere meglio un presente fuori rotta; con l’accompagnamento di Mariano Dammacco e Quotidiana.com; in doppia replica.

Dario Natale

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