THE WALKER

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THE WALKER

Teatro Politeama Lamezia Terme 26-27-28 settembre 2014
(primo studio)
con Dario Natale
drammaturgia,regia e realizzazione maschera Fabio Butera
consulenza alle traduzioni Maria Ficara
tecnica  Pasqualino Truzzolillo
organizzazione Valeria D’Agostino.
da alcuni testi di Arturo Giovannitti, Michele Pane ed Emilio Grandinetti.
produzione Scenari Visibili
Residenza Teatrale Ligeia/Città di Lamezia Terme

con il supporto della Regione Calabria. fondi POR LINEA D’ INTERVENTO 5.2.2.2

  “…Soprattutto, nel più profondo di voi stessi, siate capaci di sentire ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo. È la più bella qualità di un rivoluzionario…”  (dalla lettera ai figli, Che Guevara, 1965)

Nei primissimi anni del XX secolo più di 500.000 calabresi emigravano. Le necessità non soddisfatte, l’anelito ad una vita migliore era la spinta a partire ma un consistente gruppo non era certamente spinto da esigenze economiche. Provenienti da famiglie agiate o comunque in possesso di elevate conoscenze professionali e quindi in grado di produrre un soddisfacente tenore di vita in patria, partivano anch’essi. Alcuni in giovanissima età. Andavano, tornavano, partivano nuovamente, pervasi da una inquietudine difficilmente decifrabile. Probabilmente la loro prospettiva di una vita migliore non era legata al miglioramento della condizione sociale ed economica, ma piuttosto al miglioramento delle condizioni generali di vita, quasi che ciò non fosse possibile ottenerlo nella propria terra. Non era possibile coalizzarsi, organizzarsi creare strategie di lotta efficaci,come se l’unica soluzione fosse quella di andarsene, per protesta. Ma giunti ne paesi di destinazione riuscivano a costruire una strategia di lotta, nonostante una situazione che quasi certamente era più difficile di quella da cui partivano.

All’interno di questo contesto, nella lingua feroce, con cui si esprimevano, mista dell’inglese dell’italiano e del dialetto antico delle origini, abbiamo voluto ricostruire un frammento della storia di questi sovversivi rivoluzionari – così sono etichettati nei manuali di storia nordamericani –. La drammaturgia si basa su una poesia di Arturo Giovannitti – The Walker – , su tre frammenti poetici, in dialetto calabrese, di Michele Pane – Capitabussa, Forerbandita, Azzarelleide – e su di un frammento di un articolo di Emilio Grandinetti. I tre, amici fraterni, partecipano a diversi livelli alla lotta per l’emancipazione sociale e materiale della comunità italo-americana e dei lavoratori in genere.

Fabio Butera

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